Luciana022Effetti del sottopeso

 

Nelle società occidentali la disponibilità di cibo non è generalmente un fattore determinante lo stato nutrizionale dell’individuo. Negli anni recenti, in cui la magrezza e il culto della corporeità si sono imposti come importanti modelli culturali, sono emersi una serie di disturbi riproduttivi legati all’alimentazione e al desiderio di perdere peso. Il calo ponderale, sia dovuto al ridotto apporto di cibo, sia dovuto all’aumento dell’attività fisica, si associa ad importanti disturbi della secrezione degli ormoni riproduttivi, con amenorrea o oligomenorrea come segni clinici prevalenti. Considerate le richieste della riproduzione, per fornire al feto il suo nutrimento e allattare un neonato la composizione corporea femminile è determinante. Proprio per queste esigenze riproduttive le donne, diversamente dagli uomini, sono dotate di una significativa quantità di grasso a partire dalla pubertà, che mantengono durante la vita riproduttiva. Il menarca avviene nelle ragazze quando il grasso corporeo è superiore al 17% del peso e la funzione mestruale è persa quando il grasso corporeo è inferiore al 22% del peso. La capacità riproduttiva  si riduce significativamente quando il rapporto tra i depositi di grasso e la massa muscolare scende al di sotto dei valori ottimali.

 Esempio classicamente citato a sostegno di questa ipotesi riguarda le popolazioni nomadi dl Botswana. In questo ambiente esistono cambiamenti stagionali dell’alimentazione, del peso corporeo e dell’attività fisica, dovuti alle lunghe migrazioni. In queste donne si verifica una riduzione delle ovulazioni stagionale, nel momento in cui esse sono più attive e hanno il più basso peso corporeo. Per contro, tutti i parti si verificano  nove mesi dopo il periodo in cui raggiungono il peso  più alto.

 Dottoressa Luciana De Lauretis  Centro Medico Milano www.treeoflife.it

 
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